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Il Resto del Carlino

Bottege storiche, miracolo in via Altabella

il resto del carlino articolo 12 agosto 2013

Una legatoria ha preso il posto di Oliva, il negozio di articoli religiosi chiuso nel 2012.

di Benedetta Cucci

Una serranda su e due giù.  Se non di più.  Le strade della città, sopratutto nel centro storico,

sembrano sempre più addormentate, con le saracinesche abbassate come occhi chiusi. Questo è stato uno dei primi segni della crisi: negozi che non ce la fanno e che, dopo tanti anni di onorato commercio, devono gettare la spugna e abbassarsi davanti agli affitti troppo cari e ai consumi sofferenti. In questo panorama, le vetrine di via Altabella 2/D che ancora mostrano una vita e che continuano ad attrarre clienti curiosi sono un toccasana.

Oliva, lo storico negozio di articoli religiosi, è stato costretto ad abbassare le serrande un anno fa.

il resto del carlino articolo 12 agosto 2013

Però un piccolo miracolo, si potrebbe dire, rimanendo in tema religioso, è accaduto in poco tempo.

E’ così le vetrine di via Altabella, che rischiavano di mancare l’anniversario dei cent’anni nel 2014, arriveranno al traguardo proprio grazie a un passaggio di testimone molto significativo.

Perchè dallo scorso giugno il negozio è diventato la nuova dimora di Mariromei, la legatoria artistica e laboratorio un tempo in via Cesare Battisti, che, tra le mansioni più importanti, ha quella di riportare a nuova vita i libri rovinati dal tempo. La seconda vita di molti testi delle biblioteche comincia in questo laboratorio di Mariangela Zaffani e Vincenzo Maurizio Romeo, che hanno avviato il progetto tanti anni fa,  inizialmente in via Arno, raccogliendo l’eredità di questo nobile lavoro da un vecchio artigiano. Poi, dopo i libri riparati, Zaffani e Romeo sono passati alla progettazione di quaderni , album, gioielli di carta, sculture e complementi d’arredo realizzati con carte giapponesi e nepalesi. E nel 2006 sono finiti anche sulla guida di Vuitton, approdo prestigioso con un pubblico chic e globetrotter.

“I muri-spiega Romeo- sono della Curia, che cercava un’attività adeguata dopo la chiusura del negozio di articoli religiosi l’anno scorso”. E prosegue ” Per noi questo era una posizione ideale, strategica, e l’ambiente molto bello. E’ se penso a quel che è successo in via Cesare Battisti con il recente incendio e con la chiusura della strada, credo proprio che siamo stati fortunati…” Là sarebbe stata la nostra rovina. Quì,  invece, ci piace, anche il fatto di aver riaperto un negozio storico in un momento in cui ne chiudono tanti. Ci siamo trovati anche con l’affitto, che potevamo sostenere, perchè non era una cifra impossibile”.

Effettivamente, passeggiando sotto al portico di via Altabella,  Mariromei non passa inosservato. In esposizione ci sono oggetti raffinati e particolari, orecchini e collane come se ne vedono pochi in giro, quei quadernini che ti strappano in sorriso, sopratutto se sei una signorina. Ma anche un collezionista di bellezza. La prima cosa che colpisce, però è quella scritta in alto, con uno sfondo che si addice perfettamente al nome: A. Oliva, su verde oliva, dal 1914, la scritta in un verde più brillante, quasi erba di prato. Da lì arriva una grande suggestione che, davvero, si sposa con elegante semplicità con i nuovi inquilini.

Da “Il Resto del Carlino” edizione Bologna lunedì 12 Agosto 2013

 

 

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